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Archive for agosto 2016

Visita Oculistica Pediatrica

VISITA OCULISTICA PEDIATRICA
 
Quando, come e perchè è importante sottoporre i bambini ad una visita oculistica?
La diagnosi precoce di un problema oculistico migliora la prognosi e rende più efficace la riabilitazione visiva. Ad esempio: la presenza di una cataratta congenita ha buone possibilità di riabilitazione visiva se trattata più precocemente possibile. Uno strabismo (occhio deviato) può essere segno di patologie gravissime (tumore retinico, patologie neurologiche), ma molto più frequentemente essere espressione di un deficit visivo. La sua precoce correzione sicuramente favorisce il trattamento, spesso scongiurando un intervento chirurgico.
 
Alla nascita il sistema visivo non è ancora completamente sviluppato e la sua maturazione può estendersi lentamente, suscettibile di modificazioni e perfezionabile per tutta la prima decade di vita.
Dalla nascita fino ai 3 anni di età i bambini non collaborano come un adulto e di conseguenza vanno portati subito dal pediatra o da uno specialista appena si notano uno STRABISMO (un occhio che non segue l’altro e va in dentro verso il naso – oppure, in casi più rari, verso l’esterno), una leucocoria ossia una PUPILLA BIANCA, soprattutto nelle foto; oppure se ci si accorge che il bimbo inciampa spesso, si avvicina troppo alla televisione o in generale dà l’idea di non riuscire a vedere bene.
Al raggiungimento dei 3-4 anni di età i bambini necessitano di una visita (esiste uno screening per tutti i bambini dell’asilo -scuole d’infanzia- per cui gli Ortottisti controllano, recandosi nelle strutture, la vista di tutti i bambini e consigliando eventuali visite specialistiche) perchè la vista si sviluppa durante i primi 6 anni di vita e se ci sono strabismi o differenze tra i due occhi, difetti visivi importanti, si rischia di compromettere lo sviluppo della vista del bimbo. In caso di negligenze, passato questo periodo sarà difficile far recuperare correttamente la vista.
Durante il percorso scolastico può essere utile una visita ai bambini che non vedono bene, ai bambini che hanno difficoltà di linguaggio e di apprendimento, ai bambini che si distraggono facilmente, a coloro che lamentano mal di testa (soprattutto dopo aver studiato). In alcuni casi possono essere presenti piccoli difetti visivi, che possono essere corretti, aiutando il bambino a superare la difficoltà legata ad essi e migliorando il disagio a scuola.
La vista interferisce sulla postura: se si notano posizioni sbagliate, è consigliato effettuare una visita oculistica.

COME FUNZIONA LA VISITA

La visita del bambino non differisce molto da quella che generalmente è effettuata nell’adulto anche se esistono problematiche d’interpretazione legate all’età del paziente.

In cosa consiste la visita all’età di 1 anno?

La prima visita oculistica, per un bambino che non ha subito particolari problemi alla nascita e con un iter di gravidanza materna nella norma, è consigliata ad un anno d’età. L’importanza di tale visita è motivata dalla ricerca di eventuali anomalie anatomiche o alterazione della motilità oculare e della trasparenza dei mezzi diottrici (cornea e cristallino), che, se riconosciuti in tempo e trattati adeguatamente, non creano deficit gravi nel futuro oftalmologico del bambino.

In cosa consiste la visita all’età di 3 anni?

Se il paziente non presenta alcuna anomalia, la visita successiva si consiglia a tre anni d’età. Tutte le metodiche fin qui elencate si ripetono.

Il maggiore sviluppo di tutte le strutture dell’occhio, permette all’oculista una più precisa valutazione dell’integrità dell’occhio del paziente

In cosa consiste la visita all’età di 4 anni?

A quattro anni d’età, la maggiore attenzione del paziente ci permette di valutare la capacità visiva utilizzando delle tavole di lettura (ottotipi) studiati per i bambini.

Generalmente queste tavole rappresentano disegni elementari di dimensioni sempre più piccole, oppure delle “E” girate nelle quattro posizioni. È fondamentale eseguire l’esame della vista sui due occhi separatamente (monocularmente).

In cosa consistono le visite successive?

In assenza di difetti visivi e di anomalie anatomiche si consiglia una visita a sei anni d’età. Eventuali altre saranno consigliate dall’oculista se necessarie.

 

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Elettrostimolazione Muscolare e Denervato

Poliambulatorio Obiettivo Benessere è un punto di riferimento per ciò che riguarda la Fisioterapia ed il trattamento delle patologie muscolari e osteo-articolari. Grazie al nostro team di fisioterapisti ed alle nuove tecnologie impiegate, il Poliambulatorio è diventato un punto di riferimento per ciò che riguarda l’Emilia-Romagna, avendo sottoposto a visite mediche anche la squadra dell’A.C. Cesena.
 
L’ELETTROSTIMOLAZIONE
L’elettrostimolazione viene realizzata con elettrodi da applicare sul muscolo. Lo scopo dei vari e sofisticati programmi è di produrre stimoli che diano origine a contrazioni fisiologiche.
 
QUANDO UTILIZZARLA
Quando si vuole mantenere tonica la muscolatura e non si ha la possibilità (a causa di un infortunio) di praticare attività sportiva. L’uso dell’elettrostimolatore è giustificato se non si possono impiegare sport alternativi e se il periodo di stop supera la settimana. Quando si deve recuperare la tonicità di uno specifico gruppo muscolare, per esempio dopo un intervento chirurgico.
 
ELETTROSTIMOLAZIONE MUSCOLO DENERVATO
Un muscolo denervato viene stimolato allo scopo di rallentamentare i fenomeni degenerativi, cioè la trasformazione irreversibile della parte contrattile (fibra muscolare) in tessuto fibroso, cercando di mantenere attivi, seppur ridotti, i processi metabolici connessi con la contrazione.
 
L’elettrostimolazione deve essere eseguita quotidianamente per tutto il tempo necessario alla rigenerazione del nervo, non deve essere praticata sotto forma di cicli. L’elettroterapia deve produrre contrazioni muscolari vigorose, ma non deve affaticare il muscolo.

Elettrostimolatore: quando non si deve usare

L’elettrostimolatore non deve essere usato:

  • quando la muscolatura è tonica e si pratica regolarmente un’attività sportiva;
  • come surrogato di un’attività sportiva;
  • per dimagrire (con l’elettrostimolazione non si bruciano significative quantità di calorie (nonostante uno dei motivi più comuni dell’acquisto sia proprio quello estetico).

Elettrostimolatore: quando si può usare

L’elettrostimolatore può essere usato:

  • quando si vuole mantenere tonica la muscolatura e non si ha la possibilità (a causa di un infortunio) di praticare attività sportiva. L’uso dell’elettrostimolatore è giustificato se non si possono impiegare sport alternativi e se il periodo di stop supera la settimana.
  • Quando si deve recuperare la tonicità di uno specifico gruppo muscolare, per esempio dopo un intervento chirurgico.

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Caldo e senso di spossatezza – Pressione bassa

La pressione bassa, che in linguaggio medico viene definita ipotensione, è una condizione in cui i valori pressori di un individuo sono inferiori rispetto ai valori di riferimento considerati normali. La pressione arteriosa presenta due valori: la pressione massima e la pressione minima. Questo poichè, la pressione sanguigna, viene rilevata sia durante la fase sistolica, cioè nel momento in cui il cuore si contrae per immettere il sangue in circolo (valore di pressione massima) che nella fase diastolica, cioè quando il cuore si rilassa e si riempie nuovamente del sangue che espellerà nella sistole successiva (valore di pressione minima). La misurazione della pressione viene effettauta per mezzo dello sfigmomanometro, il classico misuratore di pressione.  Valori di pressione ottimali e desiderabili sono quelli compresi tra 80 mmHg (minima o diastolica) e 120 mmHg (massima o sistolica) ed in ogni caso i valori limite non devono essere superiori a 90 – 140.

N.B: La pressione sanguigna varia da individuo a individuo, è influenzata dall’età e dal sesso e nella stessa persona subisce diverse oscillazioni nell’arco della giornata: presenta valori più bassi durante il sonno ed al mattino ed è soggetta all’influsso di vari fattori come l’attività fisica, lo stato emotivo e la temperatura.

Sintomi caratteristici

Quando si verifica un calo di pressione brusco e repentino si può osservare la comparsa di una sintomatologia indotta dalla diminuzione dell’afflusso di sangue ai tessuti: cute fredda, pallida e sudaticcia, tachicardia, alterazione dell’equilibrio metabolico ecc. Ci si sente deboli, mancano le forze e si può arrivare a svenire.

Gli effetti del caldo

La temperatura influisce sui valori della pressione sanguigna: con il caldo è più frequente avere la pressione bassa? Si, perché quando la temperatura dell’ambiente è elevata l’organismo, per mantenere costante la temperatura corporea, attiva dei meccanismi di difesa fisiologici che favoriscono la dispersione del calore:

  • la vasodilatazione, caratterizzata dall’aumento del calibro dei vasi sanguigni cutanei; in questo modo il sangue scorre più facilmente all’interno dei vasi ma contemporaneamente si determina diminuzione della pressione sanguigna;
  • la sudorazione, con perdita di perdita di acqua e di sali minerali; se tale perdita è eccessiva l’organismo può andare incontro a disidratazione che causa diminuzione della pressione sanguigna.

Come difendersi

La prima fondamentale raccomandazione è quella di reintegrare i liquidi che vengono eliminati bevendo spesso ma è consigliabile evitare bevande gassate e soprattutto molto fredde perché potrebbero causare una congestione. Privilegiare un’alimentazione leggera che deve essere ricca di frutta e verdura, cibi ricchi di acqua, vitamine e sali minerali e scarsa di alimenti troppo calorici come creme, fritti, cibi piccanti, salse, alcolici ecc.

Evitare di svolgere lavori faticosi e un’attività fisica intensa nelle ore più calde della giornata (non è consigliabile prendere il sole senza protezioni o stare esposti senza punti d’ombra nelle ore più calde della giornata, dalle 12:30 alle 15:00).

Qualora dovessero comparire sintomi di affaticamento, giramenti di testa, tachicardia e la cute apparisse fredda, sudata e pallida è necessario sospendere qualsiasi tipo di attività, distendersi in un luogo fresco e ventilato con le gambe più alte rispetto alla testa e bere una bevanda non fredda. E’ sempre opportuno, in questi casi, consultare un medico il quale, dopo aver esaminato lo stato di salute generale, potrà eventualmente prescrivere una terapia specifica come la somministrazione di opportune dosi di integratori salini.

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