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Dominanza Crociata e disarmonie visive

Dominanza Crociata e disarmonie visive

Disgrafia e Disortografia

  • DSM IV- ICD 10
  • DSM-IV – Criteri diagnostici
  • Disturbi dell’apprendimento
  • F 81.0 Disturbo della Lettura
  • F 81.2 Disturbo del Calcolo
  • F 81.8 Disturbo dell’Espressione Scritta
  • Queste le certificazioni più frequenti diagnosticate a bambini in età scolare.

Attraverso un attenta lettura della Gazzetta Ufficiale N.244 del 18/10/2010 Legge 8/10/2010,n. 170, in vigore dal 2-11-2010 si possono ottenere maggiori informazioni in merito ai sopra indicati disturbi dell’Apprendimento.

E’ importante sapere che molte delle caratteristiche che determinano il disturbo dell’apprendimento sono dovute o amplificate da un disturbo visuo-spaziale o da una dominanza non armonica chiamata Dominanza Crociata.

L’importanza di riconoscere aggiustamenti non armonici visuo-spaziali.

Spesso ai bambini in età scolare (primo/ secondo/ terzo anno di scuola primaria) viene supposto o diagnosticato un problema legato alla letto scrittura o lettura identificato in diagnosi di Disgrafia, Disortografia o Disturbo dell’attenzione specifica.

Queste certificazioni vengono supposte o consolidate da esperti del settore (Ausl) di riferimento territoriale o ipotizzate da insegnanti di classe durante i colloqui individuali con i genitori.

Senza nulla togliere ai bambini che rientrano in questa fatica di apprendimento educativo sono moralmente motivata a sottolineare che non tutti i bambini inviati a me con questa diagnosi sono risultati presentare le suddette difficoltà di apprendimento.

Attraverso un’attenta Analisi Funzionale si può evincere che una disarmonia strutturale legata ad un difetto visuo- spaziale porta a comportamenti simili a quelli sopra indicati ma non si consolida nella certificazione di Dislessia, Disgrafia  o Disortografia.

La Dominanza crociata può essere riscontrata attraverso un indagine di Bilancio Psicomotorio Funzionale, capace di diagnosticare e riferire disarmonie legate al corpo e al suo sviluppo Psicomotorio.

L’alterazione della funzione armonica in assetto statico e dinamico alterano il tono e la veglia del soggetto, fino a portarlo a comportamenti  di attenzione non armonici e ad alterarne la disponibilità di recezione.

L’alterazione tonica in atto di recezione porta il soggetto alla caduta dell’attenzione specifica, ne consegue un’ incapacità di recepire il simbolo in rappresentazione mentale attiva.

Durante i primi due anni di frequenza scolastica presso la scuola primaria il soggetto è educato alla comprensione e discriminazione dei simboli scrittori che ne determineranno la capacità di scrittura e lettura autonoma.

La Funzione Operativa segue il processo di scrittura e lettura e va a rinforzare la capacità logico matematica del soggetto, si dice pertanto che  il bambino durante il primo biennio di scuola primaria impara a scrivere, leggere  e operare ( conto matematico).

Il terzo anno della scuola primaria è determinante, in quanto, cambia la richiesta dell’insegnante  verso il bambino che dovrà ora attraverso le competenze acquisite nei primi due anni  comprendere attraverso la lettura e tradurre il messaggio attraverso la scrittura.

E’ questo un passaggio di livello fondamentale nella crescita scolastica del bambino, ciò gli permetterà di comprendere il testo che sta leggendo e tradurlo oralmente o sotto forma di testo, gli permetterà di leggere un problema matematico, scorporare i dati comprendere quale calcolo adoperare e risolverlo etc….

Insomma gli permetterà di crescere nella scala di comprensione e autonomia scolastica.

Quando questo processo è inficiato da difficoltà di apprendimento dovute alla scrittura (Disgrafia, Dislessia) o alla difficoltà di calcolo (Discalculia), il processo si frena e compaiono le prime fatiche legate all’apprendimento e alla capacità di restituire il lavoro autonomamente da parte del bambino.

Qui si incontra la fatica di rimanere attento, la caduta della veglia specifica, l’ipertonia, la rabbia verbale e la stanchezza del soggetto in fase attiva.

E’ importante ora comprendere che non sempre questa fatica è dettata da disturbi dell’apprendimento specifici.

Un buon funzionamento visuo-spaziale una corretta tonicità visiva data dalla motricità oculare condiziona il 90% dell’apprendimento scolastico.

La capacità di comprendere la partenza, un buon orientamento spaziale dal macro (grande spazio euclideo) al micro spazio (quaderno) sono fondamentali perché il bambino possa sviluppare la sua crescita educativa autonoma e rappresentarla mentalmente.

Questo non succede quando la motricità oculare è Condizionata dal un blocco visivo (motricità oculare) o modificata nel riconoscimento della partenza dalla dominanza non armonica o crociata.

La dominanza crociata determina l’inseguimento visivo del soggetto durante la funzione di lettura e scrittura, ciò determina la sovrapposizione del simbolo riconosciuto nello spazio visivo.

Ne consegue che il soggetto può presentare difficoltà di discriminazione del simbolo, inversione, omissione durante la fase di trascrizione ( dal libro al quaderno, dalla lavagna al quaderno).

Questa fatica non si riconosce durante la fase di apprendimento primario, il soggetto infatti può essere in grado di comprendere e riconoscere il simbolo vocale, consonante, numero, ma, di invertirlo durante la fase di trascrizione, ciò è dovuto alla difficoltà di mantenere il simbolo in rappresentazione mentale ( anche se dovuta a pochi secondi) quando deve essere trasportato dal macro al micro spazio.

Gli errori più frequenti presentati da soggetti con dominanza crociata sono l’omissione o inversione dei simboli (numeri, lettere), il salto della riga durante la lettura, l’incapacità di rispettare la punteggiatura, un disarmonico orientamento spaziale sul foglio, la difficoltà di ordinare i numeri in colonna, la difficoltà di mantenere un conto numerico  in avanti e indietro, la difficoltà di una giusta partenza (da sinistra verso destra).

La fatica maggiore di evidenzia nella comprensione e trascrizione del carattere script (stampato minuscolo) e corsivo.

Quest’ultimo condiziona un lavoro di scrittura fluida determinato dagli anelli singoli e doppi, si sviluppa sulla base centrale del quadretto o riga, impegnando anche lo spazio dall’alto verso il basso.

Questa armonia e fluidità spaziale disorienta il soggetto in quanto la rappresentazione mentale del simbolo si dissocia dalla giusta partenza e dall’altezza contenitiva.

L’indagine è oculata, pertanto  attraverso un percorso di rieducazione attiva sulla motricità oculare (attraverso metodologie specifiche di orientamento visivo psicomotorie Funzionali) si migliora o risolve ( a seconda della difficoltà)  il problema di aggiustamento visuo-spaziale.

Nel caso il disorientamento spaziale fosse inficiato anche da una disarmonia di equilibrio e visiva, sarà responsabilità dell’esperto determinare una rete di rieducazione tra esperti del settore ( Oculista, Optometrista, Ortottista) e viceversa.

Dott.ssa Vania Galbucci
Psicomotricista Funzionale

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Riabilitazione in acqua ed Idroterapia

Idroterapia

L’idroterapia è indicata sia come mezzo di preparazione fisica in vista dell’intervento chirurgico sia come efficace strumento riabilitativo nella fase di rieducazione post-operatoria. In quest’ultimo caso la riabilitazione in acqua inizia, solitamente, dopo la desuturazione rappresentando un trattamento importantissimo quando gli esercizi tradizionali sono controindicati.

Anche se spesso i percorsi riabilitativi si limitano a far compiere al paziente esercizi molto simili a quelli che si eseguono in palestra, per impostare un corretto programma di riabilitazione in acqua bisogna conoscere alcuni princìpi molto importanti, come quello del galleggiamento, della viscosità e della pressione idrostatica. Tali conoscenze andranno poi integrate tra di loro ed adattate ai problemi del paziente ed agli obiettivi del programma terapeutico.

tabella-idroterapia

Principali vantaggi della riabilitazione in acqua

  • La diminuzione della forza di gravità, rende i movimenti più naturali e meno stressanti per le articolazioni consentendo l’esecuzione di movimenti impensabili a secco.
  • La resistenza offerta dall’acqua è graduale, senza punti morti; ciò consente di mantenere una tensione muscolare uniforme durante i movimenti favorendo il recupero del tono e della flessibilità muscolare.
  • Per potere eseguire gli esercizi riabilitativi non occorre essere dei nuotatori esperti. Nelle vasche destinate alla riabilitazione il livello dell’acqua normalmente non supera i 120 cm e sono comunque presenti piccoli attrezzi per favorire il galleggiamento.

TECNICHE ED ESERCIZI

La riabilitazione in acqua consiste nel fare svolgere al paziente vari esercizi, molte volte gli stessi che si eseguono in palestra, con il corpo parzialmente immerso nell’acqua. Dividendo tali esercizi in quattro grandi categorie possiamo parlare di esercitazioni mirate al miglioramento:

  • del tono muscolare
  • della mobilità articolare e dell’equilibrio
  • e al recupero degli schemi motori
  • e al recupero del gesto sportivo

Per aumentare la difficoltà dei movimenti, come abbiamo visto, sarà sufficiente aumentarne l’ampiezza, la velocità oppure utilizzare un equipaggiamento che crei resistenza. Si può inoltre giocare sul grado di profonditàà dell’acqua diminuendola mano a mano che il paziente riacquisisce la funzionalità perduta tollerando carichi maggiori.

Terapia o riabilitazione?

La riabilitazione in acqua rientra nella più grande famiglia delle terapie acquatiche. In acqua, infatti, è possibile non solo ristabilire le migliori funzionalità articolari e muscolari dopo un incidente, ma anche eseguire delle forme di esercizio specifiche per prevenire la malattia o per curare sintomatologie idiopatiche croniche come la lombalgia. Tali esercitazioni sono particolarmente indicate per quei soggetti in forte sovrappeso con difficoltà di movimento legate ad obesità , ad artriti, a recenti fratture o distorsioni. Nella maggior parte di questi casi si registra un netto miglioramento del tono muscolare e del range articolare dopo un adeguato programma terapeutico. Il paziente, spesso anziano, acquisisce in tal modo un maggiore controllo motorio che, migliorando l’equilibrio, allontana il rischio di cadute e rallenta il declino funzionale legato all’invecchiamento.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/riabilitazione-acqua.html
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Carbossiterapia: come funziona?

Poliambulatorio Obiettivo Benessere utilizza le apparecchiature più moderne per offrire servizi all’avanguardia e di alto valore terapeutico.

CARBOSSITERAPIA

Come funziona la carbossiterapia? Questa terapia nacque i primi del 1900, presso alcuni centri termali francesi, per trattare le arteriopatie: oggi, questa tecnica si utilizza per combattere cellulite, rughe, smagliature,cicatrici, gonfiori e molto altro ancora, garantendo ottimi risultati.

La carbossiterapia consiste nella somministrazione sottocutanea, tramite piccole iniezioni con ago sottile, di anidride carbonica a scopo terapeutico, per combattere alcuni problemi di salute e inestetismi; inestetismi che colpiscono circa 24 milioni di donne italiane, secondo alcuni studi recenti.

Questo trattamento agisce sul grasso, riattivando il metabolismo cellulare e gli enzimi capaci di sciogliere e riassorbire i grassi ed agisce anche sulla circolazione sanguigna, aumentando la velocità del flusso e l’apertura dei capillari, ossigenando meglio i tessuti e permettendo un più facile smaltimento di scorie e gonfiori. Infine, la carbossiterapia agisce sulla cute, in quanto l’aumento del flusso sanguigno e l’ossigenazione dei tessuti riescono a migliorare l’aspetto della pelle.

La carbossiterapia è un trattamento che trae origine nell’ambito della medicina termale, dove l’anidride carbonica viene impiegata sin dall’inizio del secolo scorso per curare i disturbi legati a una cattiva vascolarizzazione dei tessuti. Da circa un ventennio, l’anidride carbonica per uso medicale viene utilizzata anche nel trattamento di adiposità localizzata, cellulite e perdita di tonicità della cute

Le sedute, solitamente, si ripetono una o due volte a settimana ed il loro numero varia in base alla patologia da trattare: si va, comunque, dalle 6 alle 10 sedute

Campi di applicazione
Nel tempo si sono ampliati i campi in cui la carbossiterapia viene applicata:

  • Adiposità localizzata
  • Body Contouring – come trattamento complementare alla liposuzione
  • Lipomatosi Diffusa
  • Cosiddetta “Cellulite”
  • Dermatologia
  • Psoriasi
  • Striae Distensae
  • Lassità cutanea
  • Flebologia e patologie vascolari
  • Insufficienza Venosa
  • Restless Leg Sindrome
  • Linfedema
  • Acrocianosis
  • Fenomeno di Raynaud
  • Trattamento delle ulcere cutanee

Controindicazioni

L’efficacia della carbossiterapia è stata dimostrata da diversi studi scientifici, che hanno registrato un miglioramento dell’elasticità della pelle e una reale e benefica azione vasodilatante. La carbossiterapia è un trattamento innocuo, perché l’anidride carbonica per uso medicale è identica a quella che produciamo normalmente con la respirazione e viene riassorbita in pochi minuti per via ematica, ed eliminata per via respiratoria. L’anidride carbonica è, infatti, atossica e non provoca embolia, dunque non esistono particolari effetti collaterali: è, però, importante che sia anidride carbonica medicale veicolata da macchinari riconosciuti dal Ministero della Salute e che vengano utilizzati aghi monouso e sterili. Ad ogni modo, questo trattamento è sconsigliato durante la gravidanza ed in soggetti con cardiopatie, diabete, anemie gravi o con insufficienze respiratorie, cardiache, renali ed epatiche.

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Terapia con Pedana Vibrante

Quello della vibrazione è un concetto relativamente recente ma scientificamente approvato dalla comunità internazionale.

Il Prof. Carmelo Bosco, uno dei massimi esperti mondiali di biomeccanica e di fisiologia dell’allenamento, ha per primo introdotto il concetto della vibrazione alla fine degli anni ’90.

Dopo anni e anni di studi e ricerche il professore ed il suo staff sono arrivati a realizzare e ad affinare un complesso sistema di stimolazioni vibratorie che agivano sul sistema osteo-artro-mio-fasciale e sul sistema neurologico. Il risultato pratico di questo affascinante studio fu la realizzazione di una particolare pedana vibrante, la N.E.M.E.S. (NEuroMuscularMEccanicalStimulation), realizzata con criteri esclusivamente medico-scientifici.

Basti pensare che la NEMES è tuttora utilizzata dagli astronauti della NASA per prevenire e contrastare gli effetti della sarcopenia (declino della massa muscolare) e della osteopenia (declino della massa ossea) indotti dalla assenza di gravità nello spazio.

I principali pro del trattamento vibratorio con la NEMES, approvati dalla comunità scientifica mondiale, sono i seguenti:

  • miglioramento della forza massimale (negli atleti)
  • miglioramento della forza esplosiva (negli atleti)
  • miglioramento della capacità respiratoria
  • miglioramento dei processi di ossificazione
  • miglioramento della mineralizzazione ossea nei pazienti osteoporotici
  • miglioramento nella sintesi di alcuni ormoni

E’ da sottolineare che non esiste un solo programma vibratorio ad una determinata frequenza, ma diversi programmi a diverse frequenze eseguiti con il soggetto in diverse posizioni corporee.

Inoltre, il soggetto che si sottopone al trattamento è sempre seguito da uno specialista dell’esercizio. Dunque è vero che il trattamento vibratorio incide positivamente su diversi fattori, ma a patto che la pedana utilizzata sia scientificamente testata e certificata, e a patto che il trattamento sia supervisionato da personale tecnico specializzato.

Per ulteriore approfondimento (fonte): my-personaltrainer.it

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Visita Oculistica Pediatrica

VISITA OCULISTICA PEDIATRICA
 
Quando, come e perchè è importante sottoporre i bambini ad una visita oculistica?
La diagnosi precoce di un problema oculistico migliora la prognosi e rende più efficace la riabilitazione visiva. Ad esempio: la presenza di una cataratta congenita ha buone possibilità di riabilitazione visiva se trattata più precocemente possibile. Uno strabismo (occhio deviato) può essere segno di patologie gravissime (tumore retinico, patologie neurologiche), ma molto più frequentemente essere espressione di un deficit visivo. La sua precoce correzione sicuramente favorisce il trattamento, spesso scongiurando un intervento chirurgico.
 
Alla nascita il sistema visivo non è ancora completamente sviluppato e la sua maturazione può estendersi lentamente, suscettibile di modificazioni e perfezionabile per tutta la prima decade di vita.
Dalla nascita fino ai 3 anni di età i bambini non collaborano come un adulto e di conseguenza vanno portati subito dal pediatra o da uno specialista appena si notano uno STRABISMO (un occhio che non segue l’altro e va in dentro verso il naso – oppure, in casi più rari, verso l’esterno), una leucocoria ossia una PUPILLA BIANCA, soprattutto nelle foto; oppure se ci si accorge che il bimbo inciampa spesso, si avvicina troppo alla televisione o in generale dà l’idea di non riuscire a vedere bene.
Al raggiungimento dei 3-4 anni di età i bambini necessitano di una visita (esiste uno screening per tutti i bambini dell’asilo -scuole d’infanzia- per cui gli Ortottisti controllano, recandosi nelle strutture, la vista di tutti i bambini e consigliando eventuali visite specialistiche) perchè la vista si sviluppa durante i primi 6 anni di vita e se ci sono strabismi o differenze tra i due occhi, difetti visivi importanti, si rischia di compromettere lo sviluppo della vista del bimbo. In caso di negligenze, passato questo periodo sarà difficile far recuperare correttamente la vista.
Durante il percorso scolastico può essere utile una visita ai bambini che non vedono bene, ai bambini che hanno difficoltà di linguaggio e di apprendimento, ai bambini che si distraggono facilmente, a coloro che lamentano mal di testa (soprattutto dopo aver studiato). In alcuni casi possono essere presenti piccoli difetti visivi, che possono essere corretti, aiutando il bambino a superare la difficoltà legata ad essi e migliorando il disagio a scuola.
La vista interferisce sulla postura: se si notano posizioni sbagliate, è consigliato effettuare una visita oculistica.

COME FUNZIONA LA VISITA

La visita del bambino non differisce molto da quella che generalmente è effettuata nell’adulto anche se esistono problematiche d’interpretazione legate all’età del paziente.

In cosa consiste la visita all’età di 1 anno?

La prima visita oculistica, per un bambino che non ha subito particolari problemi alla nascita e con un iter di gravidanza materna nella norma, è consigliata ad un anno d’età. L’importanza di tale visita è motivata dalla ricerca di eventuali anomalie anatomiche o alterazione della motilità oculare e della trasparenza dei mezzi diottrici (cornea e cristallino), che, se riconosciuti in tempo e trattati adeguatamente, non creano deficit gravi nel futuro oftalmologico del bambino.

In cosa consiste la visita all’età di 3 anni?

Se il paziente non presenta alcuna anomalia, la visita successiva si consiglia a tre anni d’età. Tutte le metodiche fin qui elencate si ripetono.

Il maggiore sviluppo di tutte le strutture dell’occhio, permette all’oculista una più precisa valutazione dell’integrità dell’occhio del paziente

In cosa consiste la visita all’età di 4 anni?

A quattro anni d’età, la maggiore attenzione del paziente ci permette di valutare la capacità visiva utilizzando delle tavole di lettura (ottotipi) studiati per i bambini.

Generalmente queste tavole rappresentano disegni elementari di dimensioni sempre più piccole, oppure delle “E” girate nelle quattro posizioni. È fondamentale eseguire l’esame della vista sui due occhi separatamente (monocularmente).

In cosa consistono le visite successive?

In assenza di difetti visivi e di anomalie anatomiche si consiglia una visita a sei anni d’età. Eventuali altre saranno consigliate dall’oculista se necessarie.

 

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Elettrostimolazione Muscolare e Denervato

Poliambulatorio Obiettivo Benessere è un punto di riferimento per ciò che riguarda la Fisioterapia ed il trattamento delle patologie muscolari e osteo-articolari. Grazie al nostro team di fisioterapisti ed alle nuove tecnologie impiegate, il Poliambulatorio è diventato un punto di riferimento per ciò che riguarda l’Emilia-Romagna, avendo sottoposto a visite mediche anche la squadra dell’A.C. Cesena.
 
L’ELETTROSTIMOLAZIONE
L’elettrostimolazione viene realizzata con elettrodi da applicare sul muscolo. Lo scopo dei vari e sofisticati programmi è di produrre stimoli che diano origine a contrazioni fisiologiche.
 
QUANDO UTILIZZARLA
Quando si vuole mantenere tonica la muscolatura e non si ha la possibilità (a causa di un infortunio) di praticare attività sportiva. L’uso dell’elettrostimolatore è giustificato se non si possono impiegare sport alternativi e se il periodo di stop supera la settimana. Quando si deve recuperare la tonicità di uno specifico gruppo muscolare, per esempio dopo un intervento chirurgico.
 
ELETTROSTIMOLAZIONE MUSCOLO DENERVATO
Un muscolo denervato viene stimolato allo scopo di rallentamentare i fenomeni degenerativi, cioè la trasformazione irreversibile della parte contrattile (fibra muscolare) in tessuto fibroso, cercando di mantenere attivi, seppur ridotti, i processi metabolici connessi con la contrazione.
 
L’elettrostimolazione deve essere eseguita quotidianamente per tutto il tempo necessario alla rigenerazione del nervo, non deve essere praticata sotto forma di cicli. L’elettroterapia deve produrre contrazioni muscolari vigorose, ma non deve affaticare il muscolo.

Elettrostimolatore: quando non si deve usare

L’elettrostimolatore non deve essere usato:

  • quando la muscolatura è tonica e si pratica regolarmente un’attività sportiva;
  • come surrogato di un’attività sportiva;
  • per dimagrire (con l’elettrostimolazione non si bruciano significative quantità di calorie (nonostante uno dei motivi più comuni dell’acquisto sia proprio quello estetico).

Elettrostimolatore: quando si può usare

L’elettrostimolatore può essere usato:

  • quando si vuole mantenere tonica la muscolatura e non si ha la possibilità (a causa di un infortunio) di praticare attività sportiva. L’uso dell’elettrostimolatore è giustificato se non si possono impiegare sport alternativi e se il periodo di stop supera la settimana.
  • Quando si deve recuperare la tonicità di uno specifico gruppo muscolare, per esempio dopo un intervento chirurgico.

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Caldo e senso di spossatezza – Pressione bassa

La pressione bassa, che in linguaggio medico viene definita ipotensione, è una condizione in cui i valori pressori di un individuo sono inferiori rispetto ai valori di riferimento considerati normali. La pressione arteriosa presenta due valori: la pressione massima e la pressione minima. Questo poichè, la pressione sanguigna, viene rilevata sia durante la fase sistolica, cioè nel momento in cui il cuore si contrae per immettere il sangue in circolo (valore di pressione massima) che nella fase diastolica, cioè quando il cuore si rilassa e si riempie nuovamente del sangue che espellerà nella sistole successiva (valore di pressione minima). La misurazione della pressione viene effettauta per mezzo dello sfigmomanometro, il classico misuratore di pressione.  Valori di pressione ottimali e desiderabili sono quelli compresi tra 80 mmHg (minima o diastolica) e 120 mmHg (massima o sistolica) ed in ogni caso i valori limite non devono essere superiori a 90 – 140.

N.B: La pressione sanguigna varia da individuo a individuo, è influenzata dall’età e dal sesso e nella stessa persona subisce diverse oscillazioni nell’arco della giornata: presenta valori più bassi durante il sonno ed al mattino ed è soggetta all’influsso di vari fattori come l’attività fisica, lo stato emotivo e la temperatura.

Sintomi caratteristici

Quando si verifica un calo di pressione brusco e repentino si può osservare la comparsa di una sintomatologia indotta dalla diminuzione dell’afflusso di sangue ai tessuti: cute fredda, pallida e sudaticcia, tachicardia, alterazione dell’equilibrio metabolico ecc. Ci si sente deboli, mancano le forze e si può arrivare a svenire.

Gli effetti del caldo

La temperatura influisce sui valori della pressione sanguigna: con il caldo è più frequente avere la pressione bassa? Si, perché quando la temperatura dell’ambiente è elevata l’organismo, per mantenere costante la temperatura corporea, attiva dei meccanismi di difesa fisiologici che favoriscono la dispersione del calore:

  • la vasodilatazione, caratterizzata dall’aumento del calibro dei vasi sanguigni cutanei; in questo modo il sangue scorre più facilmente all’interno dei vasi ma contemporaneamente si determina diminuzione della pressione sanguigna;
  • la sudorazione, con perdita di perdita di acqua e di sali minerali; se tale perdita è eccessiva l’organismo può andare incontro a disidratazione che causa diminuzione della pressione sanguigna.

Come difendersi

La prima fondamentale raccomandazione è quella di reintegrare i liquidi che vengono eliminati bevendo spesso ma è consigliabile evitare bevande gassate e soprattutto molto fredde perché potrebbero causare una congestione. Privilegiare un’alimentazione leggera che deve essere ricca di frutta e verdura, cibi ricchi di acqua, vitamine e sali minerali e scarsa di alimenti troppo calorici come creme, fritti, cibi piccanti, salse, alcolici ecc.

Evitare di svolgere lavori faticosi e un’attività fisica intensa nelle ore più calde della giornata (non è consigliabile prendere il sole senza protezioni o stare esposti senza punti d’ombra nelle ore più calde della giornata, dalle 12:30 alle 15:00).

Qualora dovessero comparire sintomi di affaticamento, giramenti di testa, tachicardia e la cute apparisse fredda, sudata e pallida è necessario sospendere qualsiasi tipo di attività, distendersi in un luogo fresco e ventilato con le gambe più alte rispetto alla testa e bere una bevanda non fredda. E’ sempre opportuno, in questi casi, consultare un medico il quale, dopo aver esaminato lo stato di salute generale, potrà eventualmente prescrivere una terapia specifica come la somministrazione di opportune dosi di integratori salini.

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LaserTerapia con Laser Nd:YAG

Laserterapia con Laser Nd:YAG
Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, cioè: amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni.

L’interazione della radiazione laser con i tessuti determina una serie di effetti:

  • Biostimolante (effetto fotochimico): attivazione dei meccanismi coinvolti nella riparazione dei danni cellulari.
  • Fotomeccanico: onde elastiche di pressione che propagandosi all’interno del tessuto agiscono con un effetto stimolante.
  • Fototermico: che provoca un aumento controllato della temperatura dei tessuti.

LASER ALTA POTENZA ND YAG

Il Laser Nd:YAG è una metodica di laserterapia innovativa, caratterizzata dall’utilizzo di un laser pulsato, che a differenza delle altre terapie laser, agisce in profondità e con un maggior quantitativo di energia.

Grazie all’erogazione dell’energia in modo pulsato, è possibile trasferirne una dose efficace in profondità, senza pericolo di indurre un eccessivo surriscaldamento degli strati superficiali. L’emissione pulsata delle radiazioni permette ai tessuti, fra un impulso e il successivo, di dissipare il calore generatosi. A basse potenze la laserterapia YAG riattiva i meccanismi di controllo della produzione cartilaginea e di biostimolazione a livello cellulare mentre a potenze più elevate si ha un effetto antinfiammatorio. La laserterapia trova  indicazioni nel campo delle tendinopatie, lesioni muscolo-legamentose terapia del dolore di origine muscolo-tendinea e osteo-articolare.

Il laser ad alta energia ormai è una realtà consolidata nel campo della traumatologia, fisioterapia ed in tutte quelle patologie acute e croniche dell’apparato locomotore.

PATOLOGIE TRATTATE

  • Cervicalgie
  • Lombalgie
  • Strappi muscolari 
  • Patologie della spalla
  • Ginocchio
  • Distorsione alla caviglia
  • Epicondilite
  • Tutte le patologie della mano (come la frattura dello scafoide)
  • Trattamento di Cicatrici
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Terapia con Onde D’Urto

TERAPIA CON ONDE D’URTO

La terapia con onde d’urto è chiamata anche ESWT (dall’inglese: Extracorporeal Shock Wave Terapy) ed è una terapia non invasiva estremamente efficace su particolari tipi di patologie. L’applicazione di questa terapia comporta tempi relativamente modesti e si esegue in poche sedute. Le onde d’urto producono microtraumi in grado di accelerare i processi biologici di riparazione dei tessuti: si attivano le forze di auto-guarigione, il metabolismo migliora, l’irrorazione sanguigna aumenta e il tessuto danneggiato si rigenera e guarisce.

PATOLOGIE TRATTABILI

Elenco parziale delle patologie trattabili con le Onde d’Urto:

  • Tendinite del ginocchio
  • Tendinite del tendine d’Achille
  • Tendinopatie calcifiche e non della spalla (Periartriti)
  • Stiramenti e Contratture muscolari (Sportivi, Colpi di frusta)
  • Calcificazioni muscolari (esiti di lesioni traumatiche, ematomi)
  • Pubalgia
  • Epicondilite ed Epitrocleite (gomito del tennista, gomito del golfista)
  • Fascite plantare (Talloniti o Speroni Calcaneari)
  • Pseudoartrosi (fratture che non guariscono)
  • Ritardi di consolidazione ossea
  • Necrosi ossee
  • Ipertono spastico in esiti di ictus
  • Ipertono spastico in Paralisi Cerebrale Infantile
  • Ipertono nel Parkinson
  • Disfunzione Erettile

STORIA

Le onde d’urto sono state impiegate in campo medico a partire dal 1980 nel trattamento delle patologie litiasiche delle vie urinarie (disgregazione dei calcoli renali) con l’idea fondamentale di poter distruggere con precisione le strutture bersaglio presenti all’interno dell’organismo, senza danneggiare i tessuti circostanti. Questo fatto rappresenta un enorme progresso rispetto all’intervento chirurgico, rimasto a lungo l’unica opzione terapeutica nelle calcolosi resistenti alle cure mediche tradizionali. Verso la metà degli anni 80 nuovi studi hanno aperto ulteriori orizzonti sulle effettive potenzialità terapeutiche delle onde d’urto, in particolare in campo ortopedico sia per la cura dei tessuti molli che dei tessuti ossei. Sempre maggiore negli ultimi anni la ricerca in campo dermatologico dove le onde d’urto sembrano avere una grande efficacia terapeutica in molte patologie quali ferite croniche, ustioni, ulcere diabetiche.

 

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Medicina del Lavoro in collaborazione con MEDOC

MEDICINA DEL LAVORO

Con il recepimento della Direttiva CEE 391/89 è diventato sempre più vivo l’interesse al miglioramento della salute e della sicurezza (Testo Unico D.Lgs. 81/08) dei lavoratori esposti a rischi professionali. Obiettivo Benessere, tramite MEDOC, può assicurare alle Aziende la piena attuazione delle norme vigenti in materia di salute nei luoghi di lavoro, attraverso il servizio di Medicina del Lavoro basato su corretti protocolli sanitari per gli accertamenti preventivi e periodici del personale e relativamente al rischio a cui questo è esposto.

Gli esami e le visite possono essere eseguiti sia all’interno della nostra sede che presso le Aziende, dove vengono effettuati esclusivamente da personale, dotato di apparecchiature tecnologicamente avanzate.

I servizi proposti

I Servizi erogati dal settore di Medicina del Lavoro sono:

  • Nomina del Medico Competente
  • Nomina del Medico Competente che gestisce, in collaborazione con la struttura dell’Azienda e con il supporto di CDI, tutte le incombenze relative al rispetto del T.U. D.Lgs. 81/08
  • Visite di idoneità preventive
  • Utili per l’Azienda, che può accertare l’esistenza di eventuali limitazioni ad esporre il lavoratore ad ambienti in presenza di determinati rischi e per il lavoratore, che non deve vedere aggravare il suo stato di salute. L’esame preventivo è effettuato da Medici Specialisti in Medicina del Lavoro da T.U. D.Lgs. 81/08
  • Visite di idoneità periodiche
  • Qualora un dipendente ritenga di avere dei disturbi correlati all’esposizione lavorativa, può richiedere alla struttura l’intervento del Medico Competente.
  • Visite specialistiche
  • Qualora il Medico Competente ritenga di dover avvalersi della consulenza di un Medico Specialistico per approfondimenti diagnostici:
    • Visite specialistiche
    • Prove di funzionalità respiratoria
    • Monitoraggio picco di flusso (screening PEF)
    • Test diffusione (DLCO)
    • Volume residuo
    • Test iper – reattività bronchiale
    • Esami audiometrici
    • Impedenziometrie
    • Potenziali evocati ERA – ABR
    • Potenziali evocati ERA – SVR
    • Fibroendoscopie (alte vie aeree)
    • Screening vestibolari
    • Elettrocardiogrammi
    • Holter Ecg 24h
    • Hoterl Pressorio
    • Prelievi venosi
    • Esami tossicologici
    • Valutazione tasso alcolico e ricerca sostanze stupefacenti
    • Esami di chimica clinica
    • Test di funzionalità visiva
    • Polisonnografia
    • Gestione informatizzata delle cartelle sanitarie
    • Sorveglianza sanitaria in Azienda con ambulatorio mobile

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