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Elhamel Dott. Ali

COS’ E’ LA MALATTIA EMORROIDARIA?
La malattia emorroidaria è molto comune ed è la più diffusa causa di sofferenza della regione anorettale. Una persona su tre della popolazione adulta ne soffre in qualche momento della propria vita. Purtroppo la sintomatologia tende a peggiorare nel tempo se il problema non è adeguatamente trattato negli stadi precoci della malattia.

QUAL E’ LA CAUSA?
Non è nota una causa precisa; tuttavia predisposizione familiare, costipazione, prolungato sforzo al momento della defecazione, gravidanza e parto, ridotta attività fisica e l’avanzare dell’età sono i fattori generalmente implicati.
Qualunque sia la causa, i tessuti che sostengono le vene si stirano e perdono la loro elasticità. Ne risulta una dilatazione delle vene: le loro pareti divengono più sottili e sanguinano facilmente. Se lo stiramento dei tessuti si protrae nel tempo, si può verificare il prolasso delle emorroidi all’esterno.

QUALI SONO I SINTOMI?
I sintomi più frequenti della malattia emorroidaria sono:
Perdita di sangue spesso di color rosso vivo durante o dopo la defecazione.
Gonfiore rilevabile al tatto.
Perdite di muco con sensazione di fastidio e prurito.
Prolasso negli stadi più avanzati della malattia.
Dolore, più intenso in caso di ulcerazioni o trombosi delle emorroidi.
Il sanguinamento e il prolasso sono i sintomi che spesso portano il paziente dal medico.

CLASSIFICAZIONE DELLE EMORROIDI
Le emorroidi sono classificate in interne ed esterne.
Le emorroidi esterne si sviluppano al margine dell’ano, possono complicarsi con formazione di ematoma perianale dolente, richiedendo l’evacuazione in urgenza del trombo.
Le emorroidi interne si sviluppano dentro il canale anale e sono tendenzialmente indolori.
Le emorroidi interne sono inoltre classificate in quattro gradi in funzione della capacità o meno di prolassarsi all’esterno dell’ano e di riposizionarsi nel canale anale. Le emorroidi di quarto grado sono distinte per l’impossibilità di riposizionarsi nel canale anale.

C’E’ CORRELAZIONE COL CANCRO?
Nessuna correlazione tra emorroidi e cancro è stata documentata. Tuttavia la sintomatologia delle emorroidi, in particolare il sanguinamento, è simile a quella del cancro del colon-retto e altre patologie del tratto digestivo.
La diagnosi delle emorroidi deve essere
perciò attenta, sempre confortata da un esame proctologico e da apposite indagini strumentali che escludano affezioni locoregionali concomitanti. Non è prudenti sottovalutare la sintomatologia e ricorrere a medicamenti fai da-te.
È importante rivolgersi al proprio medico per una corretta valutazione e adeguato trattamento.

QUALE TERAPIA?
La scelta del trattamento dipende dal tipo di sintomi, dalla loro frequenza e gravità, e dall’esperienza del medico curante.
I casi con sintomi leggeri o moderati possono trovare sollievo da un’alimentazione ricca di fibre vegetali e aumentata assunzioni di liquidi; correzione delle alterazioni dell’alvo e corretta defecazione, evitando di spingere molto a lungo; cura dell’igiene locale; esercizio fisico; uso topico di unguenti a base di astringenti o antinfiammatori. Questi semplici accorgimenti possono alleviare la sintomatologia ma raramente forniscono benefici permanenti.
Per i casi che non rispondono al trattamento conservativo dietetico e farmacologico, si dispone oggi di trattamenti specifici, molti dei quali sono eseguiti su base ambulatoriale. Tra questi, la Legatura con elastico è l’intervento di prima scelta più praticato per le emorroidi interne di 1°, 2° grado e, in casi selezionati anche quelle di 3° grado.

LA LEGATURA ELASTICA (Banding)
è una procedura terapeutica eseguita in ambiente ambulatoriale sin dal 1958. La recente introduzione nell’attività clinica del dispositivo monouso per la legatura elastica dei noduli emorroidari ha reso più agevole la procedura, aggiungendo all’efficacia, alla semplicità e alla velocità di esecuzione anche la convenienza per il paziente e l’operatore. La metodica prevede l’uso del legatore monouso in aspirazione a vuoto che, mediante l’ausilio di un anoscopio, consente l’applicazione dei moderni anelli elastici in silicone alla base del nodulo emorroidario. L’intervento è indolore, non richiede anestesia, e dura in media 5-6 minuti. Il paziente può ritornare  a casa circa 30 minuti dopo l’intervento e potrà riprendere la propria attività in breve tempo. Tra la settima e decima giornata si realizza la necrosi del pacchetto emorroidario strangolato che sarà spontaneamente eliminato.
Il paziente può avvertire una lieve dolenza nelle ore successive all’intervento che può richiedere un trattamento con analgesici minori per via orale. Un sanguinamento di minima quantità, che in genere non richiede alcun trattamento, può talvolta verificarsi al momento  della caduta dell’anello elastico.
La legatura delle emorroidi interne con elastico è una tecnica affidabile con un elevato indice di riuscita. Va ricordato tuttavia che il Banding è contrindicato nei pazienti portatori di malattie infiammatorie intestinali, di fistole o ragadi anali.
Un intervento più invasivo in regime di Day-Surgery o di breve ricovero ospedaliero può essere necessario in caso  di emorroidi interne sporgenti e non riducibili o dopo insuccesso delle terapie ambulatoriali. L’intervento chirurgico è indicato in circa il 10% dei pazienti che si rivolgono al chirurgo per disturbi emorroidari.

Dott. A. Elhamel
Specialista chirurgo

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